A pochi chilometri da Milano si trova uno degli istituti di detenzione più grandi d’Italia, dove la reclusione si fonde con la possibilità di rinascita. Tra le sue mura infatti, prende vita un’iniziativa fuori dal comune: un laboratorio di liuteria che trasforma l’arte millenaria della costruzione degli strumenti a corda in un percorso di rigenerazione per i detenuti.
Il progetto è nato nel 2012 dalla volontà di coniugare artigianato, musica e impegno sociale. Guidato da maestri liutai esperti dell’Istituto Stradivari di Cremona, il laboratorio è stato avviato con l’obiettivo di dare nuova vita non solo ai detenuti, ma anche a un simbolo di tragedia e di speranza. I partecipanti all’iniziativa imparano infatti a lavorare il legno proveniente dalle imbarcazioni dei migranti abbandonate sulle coste italiane.

Il progetto “Metamorfosi” e “l’Orchestra del Mare”
Dal 2021, all’interno del laboratorio del famoso carcere, i detenuti costruiscono violini, viole, violoncelli e altri strumenti, restituendo nuova vita a quei legni a cui, un tempo, si aggrappavano giovani e famiglie in cerca di un futuro migliore. Strumento dopo strumento, nacque l’Orchestra del Mare, che non è una vera e propria orchestra stabile, ma un ensemble simbolico composto da coloro che aderiscono al progetto e ai quali vengono affidati gli strumenti ricavati dalle imbarcazioni.
Il 9 luglio 2024, questi strumenti sono tornati nel loro luogo d’origine: il Maestro Riccardo Muti ha diretto lo Stabat Mater di Giovanni Sollima a Lampedusa, eseguito con gli “strumenti del mare” suonati dai musicisti dell’Orchestra Luigi Cherubini. I legni delle barche sono così ritornati sull’isola sotto una nuova forma, dopo aver vissuto una vera e propria metamorfosi.
Il progetto prende così il nome di “Metamorfosi”, proprio perché trasforma esistenze segnate da un passato difficile in maestri artigiani e un’icona di dolore e speranza in strumenti delicati, capaci di incantare chi ascolta le loro note durante concerti emozionanti. Con questa iniaziativa, il Carcere di Opera rappresenta oggi un esempio concreto di come la detenzione possa diventare un percorso di rinascita e redenzione attraverso l’artigianato.

Si possono fare visite guidate al laboratorio?
Il carcere di Opera non è una meta per la classica gita turistica del weekend. Esistono però iniziative rivolte agli studenti, dalle scuole primarie alle università, che permettono di ascoltare le testimonianze di chi su quelle barche ci è arrivato e di chi le ha trasformate in strumenti raffinati. Per partecipare a questi incontri, gli insegnanti o la persona competetente, deve contattare la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti per maggiori informazioni.