In via Sant’Antonio, a pochi minuti dal Duomo, c’è un complesso che attraversa quasi otto secoli di storia. I documenti più antichi risalgono al 1232, quando gli Antoniani vi gestivano un centro di cura per i malati del cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio. Oggi Casa Cardinal Ildefonso Schuster ospita convegni, presentazioni, mostre e altri eventi.
Il gesto di San Carlo Borromeo dopo la peste
Una svolta arrivò nel 1576. In segno di riconoscenza per il loro impegno durante l’epidemia di peste dell’anno precedente, il cardinale San Carlo Borromeo riscattò il complesso e lo affidò ai chierici Teatini. Con il loro arrivo, la Casa divenne un luogo di studio: ospitò una scuola e, dal 1662, anche l’Accademia dei Faticosi, dedicata alla morale aristotelica.
Da complesso religioso a carcere
Nel 1798 l’ordine dei Teatini fu soppresso da Napoleone. Negli anni successivi l’edificio cambiò ancora funzione: fu usato come magazzino militare e diventò poi un carcere per i cittadini considerati repubblicani durante l’occupazione austro-russa. Nel 1935, per volontà dell’arcivescovo Ildefonso Schuster, la Chiesa ambrosiana lo riacquistò, riportandolo al suo ruolo di centro culturale e spirituale.
Il chiostro cinquecentesco e gli eventi di oggi
Tra gli elementi più suggestivi c’è il chiostro del XVI secolo, con decorazioni in terracotta restaurate tra il 1989 e il 1992. Oggi il Salone Pio XII può accogliere fino a 440 persone, mentre il chiostro ospita mostre e installazioni.
Tra gli appuntamenti musicali in calendario a Casa Schuster risaltano i concerti Candlelight: tributi a grandi della musica come Cesare Cremonini e Hans Zimmer, con brani reinterpretati dal vivo da quartetti d’archi in una sala intima illuminata da migliaia di candele.
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