Sospeso nel tempo, raggiungibile solo a piedi, abbandonato e disabitato dagli anni ’60 questo borgo pare uscire dal film Laputa del regista giapponese Hayao Miyazaki avete presente quel film d’animazione che ho appena citato della città in rovina fluttuante nel cielo che nonostante l’abbandono ha mantenuto intatto il aspetto architettonico e ambientale? Se non lo conoscete vi consiglio di andarvelo a vedere, è davvero magico, come tutti i suoi film, il Castello Errante di Howl, La Città incantata, Porco Rosso e altri.
Il borgo in questione è Savogno, un villaggio nella provincia di Sondrio, nel comune di Piuro a circa 2 ore abbondanti da Milano.
Il borgo sospeso nel Tempo a 2 ore da Milano

Ma vediamo più da vicino perché Savogno è un borgo sospeso nel tempo:
- Innanzitutto è disabitato dagli anni ’60. Per questo motivo ha mantenuto un’atmosfera ferma, quasi “congelata” nel passato.
- È raggiungibile solo a piedi salendo una mulattiera di quasi 3000 gradini. Già da solo il percorso sembra condurre in un mondo lontano.
- Disabitato e difficilmente raggiungibile ha mantenuto intatta l’architettura come se non fosse mai arrivata la modernità. Inoltre è circondato da una natura rigogliosa e incontaminata perfetta per chi ama immergersi nel verde.
- Poi si trova su un terrazzo roccioso a 900 metri e passa di altitudine, quindi è anche “sospeso” fisicamente sopra la valle che affaccia sulle bellissime cascate dell’Acquaraggia.
L’impressione che si ha arrivando a Savogno è di un luogo sospeso tra terra, acqua e cielo, dove il tempo sembra essersi fermato.
Come raggiungere Savogno

Come potete immaginare l’auto è il mezzo migliore per avvicinarsi a Savogno che poi mollerete per salire a piedi. Da Milano sono circa 127km per un totale di 2 ore e 10. Il percorso prevede Milano – Sondrio – Piuro – Borgonuovo di Piuro.
A Borgonuovo di Piuro potete parcheggiare la macchina vicino la piazzetta centrale di Borgonuovo dove si trova l’accesso principale della mulattiera. Si trovano anche segnaletiche, difficile sbagliare. La salita è lunga e impegnativa , la mulattiera comincia subito con gradini ripidi che si sentono subito, quindi scarpe da trekking, coraggio, resistenza, buona volontà e acqua sono essenziali. Anche perché ne avete per circa 2.886 gradini.
Le Cascate dell’Acquafraggia

Meritevoli di una sosta sono le Cascate. Immense, e imperdibili. Dovete vederle. Queste cascate sono speciali perché non si limitano a una sola caduta: il torrente Acqua Fraggia, nato dal Pizzo di Lago a 3.050 metri, precipita più volte lungo il suo corso. Quelle più celebri – e visibili anche dalla strada – sono proprio le ultime, con un imponente doppio salto che regala scenari spettacolari in ogni stagione.
Per gli amanti della natura dovete sapere che la forza dell’acqua non si limita a incantare la vista: la continua nebulizzazione ha creato un microclima speciale, quasi subtropicale, che permette la crescita di piante insolite per l’arco alpino. Tra queste spicca la Pteris cretica, una felce che trova qui la sua stazione più settentrionale d’Europa. Non mancano altre rarità botaniche, come l’Oplismennus undulatifolia, l’erica arborea e i tappeti di Allium ursinum che profumano i castagneti circostanti.