«Cittadella fantasma»: così la vicesindaca Anna Scavuzzo chiama l’ex Macello di Milano, dismesso dal 2005. La novità è che adesso c’è un piano per ridarle vita.
Il 3 settembre la Giunta ha adottato il Piano Attuativo di ARIA, il nuovo quartiere di Milano pensato al suo posto: circa 150mila metri quadrati tra viale Molise, via Lombroso e via Azzurri d’Italia, accanto all’Ortomercato.
Nel piano ci sono circa 1.200 appartamenti, uno studentato da 600 posti letto e una passeggiata verde monumentale che attraversa la Galleria. Manca ancora l’ultimo sì: dopo la raccolta delle osservazioni, l’approvazione definitiva è attesa nei prossimi mesi.
Sull’inizio dei lavori il Comune non ha indicato date precise ma vediamo intanto di cosa si tratta e cosa potrebbe cambiare per i milanesi.
L’ex Macello di Milano: la «città annonaria» di Calvairate
Il Macello comunale è stato portato a termine dall’ingegnere Antonio Cecchi nel 1929 ed è stato dismesso del tutto nel 2005. Se passi da viale Molise, ai civici 62-70 trovi le sei Palazzine Liberty, che un tempo ospitavano uffici, borsa, portineria e residenza della città annonaria.
Il Comune le ha affidate a Near sgr, che dovrà rigenerarle.
Dal dicembre 2020 alcuni edifici hanno un vincolo di interesse culturale, deciso dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia: significa che sono riconosciuti beni culturali e che qualsiasi intervento su di loro, anche nel nuovo progetto, dovrà passare dall’autorizzazione della Soprintendenza.
Masterplan ARIA: cosa prevede il progetto che ha vinto Reinventing Cities nel 2021

ARIA nasce da Reinventing Cities, il bando internazionale promosso da C40 Cities Climate Leadership Group, a cui Milano ha partecipato mettendo a disposizione l’area in diritto di superficie.
Nel 2021 ha vinto la proposta di Near sgr (allora Redo sgr), presentata per conto del Fondo Immobiliare di Lombardia.
Sulla carta, il masterplan puntava su quattro cose: il recupero degli edifici storici, un distretto energetico con il fotovoltaico delle comunità energetiche rinnovabili, pensato per sottrarre CO₂ al resto della città; la certificazione LEED Gold per gli edifici; e tanto verde, tra parchi, giardini, orti e facciate, con una «Fabbrica dell’Aria» che dovrebbe filtrare i contaminanti negli ambienti interni.
Cosa prevede il piano di riqualificazione: otto nuove aree, case sociali e il primo isolato «carbon negative»

Al piano di riqualificazione dell’Ex Macello di Milano hanno partecipato Snøhetta (Oslo), Stantec e Barreca & La Varra. L’idea è recuperare alcuni edifici esistenti, vincolati (ovvero tutelati dal vincolo di interesse culturale) e non, e costruire otto nuovi isolati, con edifici alti al massimo 9-10 piani lungo via Lombroso.
Proprio lì dovrebbe nascere il primo isolato «carbon negative» della città.
Almeno il 50% della superficie è destinato all’edilizia residenziale sociale, in vendita o in affitto, e il resto a funzioni urbane libere. Circa 30mila metri quadrati sono riservati a verde, piazze e percorsi pubblici, con nuove connessioni ciclopedonali a cavallo di via Lombroso.
E per i milanesi: campus, coworking e (forse) l’Accademia della Scala
Il Comune parla di un quartiere «a vocazione giovanile». Tra i servizi proposti c’è il campus IED, che potrebbe accogliere 4.500 studenti negli edifici esistenti, con aule, laboratori e biblioteca.
L’Accademia Teatro alla Scala ha manifestato interesse a trasferirsi qui.
Nel piano ci sono anche coworking, laboratori e attività commerciali.
Per le famiglie sono previsti un nido e una scuola dell’infanzia, su circa 4.700 mq, nelle ex stalle che verranno mantenute. In più, 170 parcheggi interrati sul margine nord di via Lombroso.
Nel frattempo: le serate open air di viale Molise 62
Se ti va di vedere l’ex Macello da dentro ascoltando ottima musica, hai ancora qualche occasione. Vision Open Air è a pagamento:
- il 24 settembre con Michael Bibi (dalle 18)
- il 26 con Solomun (dalle 17).
Il 3 ottobre c’è Milan Open Air e il 10 l’Aperyshow Charity Festival, entrambi gratuiti: basta registrarsi.
Tra le notizie su Milano di queste settimane, questa è di quelle da tenere d’occhio: se il piano andrà in porto, cambierà il volto del quadrante sud-est.