Ferragosto si avvicina e, tra grigliate, gite fuori porta e pranzi in famiglia, quest’anno porta con sé un piccolo bonus: cade di sabato, perfetto per chi ha la possibilità di allungare il weekend lontano dalla città. Ma anche chi resta a Milano può concedersi un assaggio d’estate dal sapore rurale, senza rinunciare all’atmosfera di uno dei quartieri più vivaci della città. Il 15 agosto, infatti, uno storico angolo di Porta Romana ospita una serata jazz a ingresso libero.
Elæna: Ferragosto jazz-progressive alla Cascina
Sabato 15 agosto, la Cascina Cucagna ospiterà il trio svizzero Elæna con un doppio set alle ore 19:30 e alle 21:30, sempre a ingresso libero. La formazione losannese è composta da Natan Niddam (tastiere, sintetizzatori e voce), Yoann Maeder (chitarra, basso e cori) e Damien Sigrand (batteria e cori). Il loro suono mescola jazz, groove e progressive con elementi di elettronica e rimandi neo-soul, con influenze che vanno dai Radiohead a Robert Glasper. I tre musicisti presenteranno i brani di Birds Whisper, il loro album caratterizzato da atmosfere intime e avvolgenti.
🎟️L’ingresso è libero
Un po’ di storia della Cascina Cuccagna
La Cascina Cuccagna, nel quartiere di Porta Romana, è un raro frammento della Milano rurale sopravvissuto alla crescita della città e oggi restituito alla vita pubblica. La sua storia affonda nel Settecento: compare infatti nel Catasto Teresiano del 1722 con il nome di “Cassina Torchio detta Preganella” e apparteneva ai Fatebenefratelli, che nei terreni circostanti coltivavano erbe officinali per l’Ospedale Maggiore.
Nata con una pianta a L e ampliata nell’Ottocento fino ad assumere una configurazione a E, la cascina riuniva spazi abitativi e attività produttive, tra cui un torchio alimentato dall’acqua di una roggia. Negli anni Venti del Novecento prese il nome di Cuccagna, ereditandolo da una cascina vicina demolita durante la costruzione della nuova circonvallazione, e divenne sede di botteghe artigiane e di un’osteria. Dopo il trasferimento al Demanio comunale nel 1984 e una lunga fase di abbandono, il recupero promosso dai cittadini l’ha trasformata in un luogo aperto di cultura, incontro, partecipazione e sostenibilità.