In via Mozart il rumore di San Babila arriva attutito, come se qualcuno avesse abbassato il volume.
Dietro un cancello, tra magnolie e ghiaia, c’è una piscina che ha più di novant’anni. È considerata la prima di Milano scavata su un terreno privato, quando un tuffo nel giardino di casa era roba da pochi.
È la piscina di Villa Necchi Campiglio a Milano, e questo autunno c’è un motivo in più per andarla a vedere. Fino al 29 novembre la villa ospita la mostra sui disegni di Piero Portaluppi, l’architetto che la costruì tra il 1932 e il 1935, prorogata visto il successo di pubblico.
Apre dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 18, a cinque minuti a piedi dalla M1 Palestro.
4 Novembre 2026 15:15 + più date disponibili
Villa Necchi Campiglio
Ascensore, citofoni e scale nascoste per i camerieri: come si viveva a Villa Necchi negli anni Trenta
Oggi è uno dei luoghi iconici di Milano, ma negli anni Trenta era soprattutto una casa di famiglia. Le sorelle Nedda e Gigina Necchi e Angelo Campiglio, marito di Gigina, erano industriali pavesi legati alle macchine da cucire e alla ghisa.
A Portaluppi chiesero una casa moderna. Lui la riempì di cose che allora sembravano fantascienza: ascensore, montavivande, citofoni, piscina riscaldata e campo da tennis.
C’era anche un dettaglio meno visibile. I camerieri dormivano sotto il tetto e si muovevano per casa con scale e passaggi nascosti, così padroni e ospiti non li incrociavano mai.
Dalla Camera del Principe al set di House of Gucci: chi è passato da via Mozart
Di ospiti, qui, ne passavano tanti: in quegli anni la villa era uno dei salotti più vivaci della città. Tra i più assidui c’era Enrico d’Assia, scenografo del Teatro alla Scala.
Nei suoi lunghi soggiorni milanesi aveva una camera tutta sua, ancora oggi chiamata Camera del Principe.
Al piano degli ospiti era di casa anche Maria Gabriella di Savoia, amica delle sorelle Necchi.
Nel 2001 la villa passò al FAI, che l’ha restaurata in oltre tre anni con una spesa di circa 6 milioni di euro. A dirigere i lavori c’era Piero Castellini, nipote di Portaluppi.
Dal 2008 la residenza Necchi Campiglio è tra le ville aperte al pubblico a Milano ed è diventata anche un set. Guadagnino ci ha girato “Io sono l’amore”, e Ridley Scott l’ha scelta come casa del padre di Maurizio Gucci in “House of Gucci”.
Picasso al piano degli ospiti e i disegni di Portaluppi in mostra fino al 29 novembre
Negli appartamenti degli ospiti oggi trovi due collezioni d’arte permanenti. Una è quella di Guido Sforni: 21 opere su carta, tra cui Picasso, Matisse, Modigliani e Fontana.
L’altra è la collezione de’ Micheli, dedicata al Settecento veneziano.
Nell’atrio, invece, ti aspettano Sironi e Arturo Martini della collezione Gian Ferrari.
Nel sottotetto, recuperato quest’anno, c’è la nuova esposizione permanente dell’Archivio Portaluppi.
Lì trovi anche una delle mostre a Milano da non perdere questo autunno, “Piero Portaluppi: l’arte del disegno”, con 44 disegni che vanno dalle caricature giovanili ai progetti per case private.
E se passi sabato 7 o domenica 8 novembre, la villa si riempie di piante e fiori con la mostra mercato Colori d’Autunno.
Con il biglietto d’ingresso a Villa Necchi-Campiglio, oltre a scoprire alcuni grandi capolavori del XX secolo, puoi fermarti alla caffetteria nel meraviglioso giardino della residenza, con ingresso da via Mozart 10.
Info pratiche
Orari: mercoledì-domenica 10-18, ultimo ingresso alle 17. La caffetteria è aperta tutti i giorni (segue gli stessi giorni di apertura della villa ma il lunedì apre alle 12).
Biglietti: ridotto 9 euro per 6-18 anni e studenti fino a 25, gratis per iscritti FAI e bambini fino a 5 anni.
Come arrivare: M1 Palestro, M4 Tricolore o San Babila; tram 9 e 19 fermata Tricolore.
Come per tutte le visite FAI a Milano, prima di andare controlla eventuali chiusure straordinarie o eventi speciali sul sito del FAI.