Se tagli da Cordusio verso via Torino passando per piazza San Sepolcro, stai camminando sopra una chiesa intera. È tre metri più giù, ed è lì da quasi mille anni.
È la Cripta di San Sepolcro a Milano, fondata nel 1030 sopra il foro della città romana. Leonardo da Vinci la segnò sulla sua mappa come “il vero mezzo di Milano”. Il pavimento è ancora fatto con le lastre di pietra di quella piazza.
Si visita tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 10 alle 18, con un biglietto da 8€. Questa settimana però ci sono due occasioni in più. Sabato 31 ottobre c’è una visita guidata a lume di lanterna, domenica 1 novembre un’apertura serale con biglietto unico a 3€ per Cripta e Pinacoteca Ambrosiana.
Un maestro di zecca, una crociata e il nome cambiato nel 1100
A volere questa chiesa ipogea fu Benedetto Rozzone, maestro della zecca milanese. La costruì come chiesa privata e la dedicò alla Santissima Trinità.
Il 15 luglio 1100, dopo la presa di Gerusalemme, l’arcivescovo Anselmo IV da Bovisio la ribattezzò “del Santo Sepolcro”.
Il legame con la Terra Santa si vede ancora: al centro c’è una copia del sepolcro di Cristo scolpita nel primo Trecento. Secondo la tradizione, dentro venne custodita la terra portata dai crociati.
Il solco di un carro e un fossile: i resti romani di Milano che calpesti
Tra i luoghi storici sotterranei di Milano, la Cripta di San Sepolcro ha una particolarità: le pietre romane non le guardi da dietro un vetro, ci cammini sopra. Sono lastre di pietra bianca di Verona che venivano dal lastricato del foro, nel IV secolo.
Abbassa lo sguardo: su una lastra c’è ancora il solco lasciato dalla ruota di un carro, su un’altra un’ammonite fossile.
Poi alza gli occhi verso le volte, dove c’è un cielo stellato decorato a rosette, restaurato nel 2019.
Nelle nicchie laterali cerca anche la Palma del Paradiso Terrestre, in rame, del 1616.
“Il vero mezzo di Milano”: perché Leonardo e San Carlo la consideravano il centro della città
Nel Codice Atlantico, custodito a pochi metri da qui in Ambrosiana, c’è una mappa della città disegnata da Leonardo.
Su quella mappa San Sepolcro è segnata con un quadratino e indicata come il punto centrale di Milano. Non era un’intuizione poetica: proprio qui, quindici secoli prima, c’era la piazza principale di Mediolanum.
È una delle curiosità su Milano che più spiazzano anche chi ci è nato.
Settant’anni dopo Leonardo, San Carlo Borromeo la chiamò umbilicus, l’ombelico della città. Ci scendeva a pregare il mercoledì e il venerdì e a volte ci restava tutta la notte. Una statua in terracotta lo ritrae ancora in raccoglimento davanti al sepolcro.
Poi, per oltre cinquant’anni, questo angolo di Milano sotterranea è rimasto chiuso. Ha riaperto il 19 marzo 2016.
Orari, biglietti e visite a lume di lanterna: come scendere nella cripta
La Cripta di San Sepolcro è gestita dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana ed è aperta dalle 10 alle 18, con la biglietteria che chiude alle 17.15; il mercoledì è chiusa. Il biglietto intero costa 8€, i ridotti partono da 2,50€.
Il cumulativo con la Pinacoteca, dove c’è la Canestra di frutta di Caravaggio, costa 20€, più 1,50€ se prenoti online.
Calcola mezz’ora per la cripta e circa due ore per entrambe. Attenzione: il sito non è accessibile in carrozzina né a chi ha mobilità ridotta.
Se invece vuoi vederla di sera, come quando San Carlo ci passava le notti, le visite a lume di lanterna sono il 31 ottobre, il 28 novembre e il 30 dicembre alle 19.15. Costano da 19,50€.
Indirizzo: piazza San Sepolcro, angolo via dell’Ambrosiana (M1 Cordusio, M1/M3 Duomo; tram 12, 14 e 16 fermata Orefici/Cantù).