Tra Cordusio e via Torino c’è un angolo che quasi tutti attraversano senza alzare lo sguardo. Eppure è lì che, l’8 dicembre 1609, il cardinale Federico Borromeo aprì la Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Era una delle prime in Europa in cui poteva entrare chiunque sapesse leggere e scrivere, senza essere nobile, monaco o professore.
All’apertura gli scaffali contavano già circa 30.000 volumi a stampa e migliaia di manoscritti. Oggi in piazza Pio XI c’è anche il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, che puoi vedere dal vivo nella Pinacoteca.
È aperta tutti i giorni tranne il mercoledì, dalle 10 alle 18, a pochi minuti dalla M1 Cordusio.
La storia più sorprendente, però, è un’altra. Quel codice ha rischiato di non tornare più a Milano, per un errore di lettura.
Il giorno in cui il Codice Atlantico fu scambiato per un libro cinese
Il nome non c’entra con l’oceano: “atlantico” viene dal formato dei fogli, grandi come quelli degli atlanti. Sono 1.119, pieni di macchine volanti, paracadute e studi sull’acqua, e arrivarono qui nel 1637 come dono del marchese Galeazzo Arconati.
Nel 1796 le truppe di Napoleone lo portarono a Parigi. Nel 1815, quando le opere dovevano rientrare, l’inviato austriaco non riuscì a leggere la scrittura al contrario di Leonardo e scambiò il codice per un manoscritto cinese.
Fu Antonio Canova ad accorgersi dell’errore e a farlo tornare a casa.
Oggi i disegni originali del codice sono custoditi nella Sala Federiciana, la sala di lettura originale. Su un foglio c’è una mappa di Milano disegnata da Leonardo, e al centro c’è l’area di San Sepolcro, proprio dove poi sarebbe nata la biblioteca.
Libri in arabo, siriaco e cinese: la biblioteca aperta a tutti di Federico Borromeo
Borromeo mandò i suoi uomini in tutta Europa e fino in Oriente, convinto che anche i libri di altre fedi e culture avessero qualcosa da insegnare. Per questo, tra gli oltre un milione di stampati e i quasi 40.000 manoscritti, oggi trovi anche testi in greco, siriaco, etiopico e cinese.
Galileo Galilei, nel 1623, la chiamò «eroica et immortal libreria». Due secoli dopo, Manzoni le dedicò il capitolo XXII dei Promessi Sposi.
Caravaggio, Raffaello e i capelli di Lucrezia Borgia: cosa vedere in Pinacoteca
Nel 1618 Borromeo aggiunse la Pinacoteca Ambrosiana, che oggi è il museo più antico di Milano. Qui trovi la Canestra di frutta di Caravaggio, il cartone della Scuola di Atene di Raffaello e il Musico di Leonardo.
In una teca dell’Ala Galbiati c’è una ciocca di capelli biondi che la tradizione lega all’amore epistolare tra Lucrezia Borgia e Pietro Bembo.
Nel 1816 Lord Byron venne a vederla e ne restò incantato. Poco più in là ci sono i guanti che Napoleone indossava a Waterloo.
Visitare l’Ambrosiana: orari, prezzi e come arrivare
- Pinacoteca e Cripta di San Sepolcro: aperte tutti i giorni dalle 10 alle 18, chiuse il mercoledì. La biglietteria chiude alle 17.15.
- Biglietti: 20 euro per visitare Pinacoteca e Cripta. Con abbonamento annuale ATM o MilanoCard paghi 15 euro.
- Come arrivare: la Veneranda Biblioteca Ambrosiana si trova in Piazza Pio XI, 2 a Milano. Si raggiunge in metro M1 Cordusio o Duomo, M3 Duomo, oppure tram 12, 14 e 16.
Fino al 12 gennaio 2027 c’è la mostra sul “segno” di San Francesco.
Il 31 ottobre la Cripta si visita a lume di lanterna (un’idea originale per celebrare Halloween!).
Un consiglio: quando visiti l’Ambrosiana comincia dalla Sala Federiciana e chiedi quali fogli del Codice sono esposti quel giorno. Possono cambiare, quindi due visite non sono mai uguali.