Se prendi il 12 o il 27 lungo corso XXII Marzo, l’hai vista mille volte: la palazzina dalle grandi vetrate in mezzo al Parco Formentano.
Forse però non sai che più di un secolo fa era il caffè-ristorante del mercato ortofrutticolo di Milano, dove i commercianti si incontravano per chiudere gli affari.
Chiusa al pubblico dal febbraio 2022, la Palazzina Liberty di Milano sta per riaprire.
Il Comune ha annunciato il ritorno entro la fine del 2026, con un evento dedicato a Dario Fo, che proprio qui fece teatro negli anni Settanta. La data esatta non c’è ancora, ma secondo l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi la grande sala è pronta.
Nel frattempo puoi già passeggiarle intorno: il parco, in largo Marinai d’Italia, è ad accesso libero.
Ci arrivi con i tram 12 e 27, che fermano su corso XXII Marzo.
Nel 1911 qui c’era il Verziere: la palazzina era il caffè dove si chiudevano gli affari
Per secoli il Verziere, il “verzee” dei milanesi, si è tenuto in centro. Nel 1911 traslocò qui, accanto allo scalo merci di Porta Vittoria, in un complesso di padiglioni, tettoie, magazzini e stalle.
Al centro c’era la palazzina disegnata da Alberto Migliorini nel 1908: bar, ristorante e punto di contrattazione per grossisti e commercianti.
Tra le curiosità su Milano meno note c’è anche questa: prima del mercato, su quest’area sorgeva un fortino austriaco voluto da Radetzky dopo le Cinque Giornate.
Doveva essere demolita nel 1965: perché oggi è l’ultimo edificio rimasto dell’antico mercato
Nel 1965 il mercato si spostò in via Lombroso, dove oggi c’è l’Ortomercato, e tutti gli edifici dovevano essere abbattuti per fare posto al parco.
Italia Nostra scrisse al Comune per difendere la palazzina, e a dicembre il vincolo della Soprintendenza fermò le demolizioni.
Le tettoie del 1924, troppo recenti per essere tutelate, invece caddero. È così che la Palazzina è diventata l’unica superstite dell’antico mercato di Milano.
Dario Fo, gli Skiantos e migliaia di ragazzi sul prato: gli anni in cui era un luogo caldo del Movimento
Dopo quasi dieci anni di abbandono, nel 1974 arrivò il collettivo La Comune di Dario Fo e Franca Rame, con lo slogan “Il quartiere decide”.
Per gli spettacoli, migliaia di ragazzi si radunavano sul prato davanti all’ingresso.
Qui suonarono anche gli Skiantos, nel loro primo concerto fuori Bologna, tra le provocazioni di Freak Antoni sul palco. Poi arrivarono i concerti di Milano Classica, la Casa della Poesia e, nel 2017, l’intitolazione a Fo e Rame.
Riapertura entro fine 2026: cosa è stato rifatto e cosa manca ancora
I lavori al piano rialzato hanno bonificato l’amianto, rifatto impianti e lucernari, adeguato la sala alle norme antincendio e ripulito le facciate dai graffiti. In attesa dei nuovi spazi, camerini e bagni provvisori sono stati ricavati nelle absidi.
La sala tornerà a ospitare spettacoli e attività culturali: nel 2024 si parlava di circa 200 posti.
Il piano interrato, con camerini, depositi e un punto ristoro, sarà oggetto di una seconda fase, ancora senza date.
Come molti progetti di riqualificazione a Milano, anche questo ha avuto i suoi rinvii, e la gestione della sala non è ancora stata annunciata.
E non è l’unico pezzo di zona che sta cambiando: qualche fermata più avanti con il 12, in viale Molise, l’ex Macello si prepara a diventare il nuovo quartiere ARIA.
Quando riaprirà, varrà la pena esserci: finalmente potrai vedere da dentro un pezzo di storia della città che finora hai visto solo da fuori.