Hai controllato di nuovo gli affitti a Milano questa settimana, sperando che il numero fosse cambiato. Non è cambiato: restano sopra i 23 euro al metro quadro, e se sei tra chi guadagna troppo per la casa popolare e troppo poco per reggerli, negli ultimi mesi avrai sentito parlare di un “piano casa” che dovrebbe risolvere proprio questo. Anzi, di più di uno.
Non è un déjà-vu: sono davvero due piani diversi, gestiti da due enti diversi, con tempi diversi. Uno arriva dalla Regione Lombardia, l’altro da Palazzo Marino. E prima che tu ti faccia illusioni: nessuno dei due significa “presenta domanda e trasferisciti” — almeno non ancora.
ll piano della Regione: 96 milioni per chi guadagna “troppo”
La Regione ha stanziato 96 milioni di euro per riqualificare 2.500 alloggi pubblici e privati oggi inagibili, senza consumare nuovo suolo, destinati esattamente a quella fascia: nuclei familiari con un ISEE tra 14.000 e 40.000 euro, troppo alto per le case popolari e troppo basso per il mercato libero che hai appena controllato — quello che in Centro Storico arriva anche a 35 euro al metro quadro. Il bando, però, si chiude il 30 ottobre per imprese, cooperative, Comuni, Aler ed enti del Terzo Settore: sono loro a presentare i progetti. Le famiglie entrano in gioco solo più avanti: il collaudo dei lavori è fissato entro il 31 dicembre 2029, con rendicontazione a giugno 2030.
Il piano del Comune: 10.000 alloggi in dieci anni, e un bando che scade tra due settimane
Il Piano Straordinario per la Casa Accessibile di Palazzo Marino è più ambizioso e più lento: punta a 10.000 alloggi in dieci anni, 6.500 nel solo Comune di Milano, con canoni calmierati intorno agli 80-90 euro al metro quadro annui — circa 375 euro al mese per un bilocale da 50 mq, fino a 400 per un appartamento da 60 mq. Lo stesso bilocale da 50 mq, a Navigli-Bocconi o Garibaldi-Porta Venezia, costa oggi sul mercato libero circa 1.200-1.350 euro al mese: il calmierato costa circa un terzo.
La parte più concreta, in questo momento, è il bando per via Trivulzio 18, nel Municipio 7: il primo edificio comunale sottratto alla vendita e destinato a housing sociale, con offerte aperte fino all’11 settembre. Parallelamente il Comune ha lanciato due concorsi internazionali di progettazione per Zama-Salomone, a Taliedo, e Porto di Mare, tra Corvetto e Nosedo — due aree pubbliche enormi che vuole trasformare in nuovi quartieri, anche se qui i tempi si misurano in anni, non in mesi.
Chi può fare domanda ora (e chi deve aspettare)
Anche in questo caso, chi risponde al bando di via Trivulzio non sono gli inquilini ma gli operatori che poi gestiranno l’immobile. È lo stesso meccanismo del bando regionale: prima si assegna chi costruisce o ristruttura, poi si aprono le domande per chi ci andrà davvero ad abitare — con tempi che anche qui si misurano in anni.
Resta il nodo di fondo, quello che nessuno dei due piani risolve da solo: la vera emergenza abitativa in Lombardia si misura in circa 67.000 famiglie in lista d’attesa per una casa popolare — su 650.000 in tutta Italia, secondo il dato più recente dei sindacati inquilini — contro 2.500 alloggi regionali e 6.500 comunali spalmati su un decennio.
Tra gli incentivi per la casa a Milano annunciati finora, questi restano tra i più strutturati ma per ora riguardano chi costruisce, non chi cerca casa: l’11 settembre e il 30 ottobre definiranno solo chi vincerà i bandi. Le vere finestre per gli inquilini arriveranno solo quando gli interventi saranno completati.
Per il bando regionale il collaudo è fissato entro il 2029, per quello comunale non ci sono ancora date certe.