C’è un cancello chiuso in via Segantini che ogni estate, dal 2022, fa male a mezza Milano. Dietro, le vasche ferme della piscina Argelati, il primo centro balneare all’aperto della città, il “lido dei Navigli” dove generazioni di milanesi hanno imparato che ad agosto non serve il mare, basta un telo e un posto all’ombra. Ora quel cancello ha una data di scadenza.
Giovedì 4 giugno la Giunta di Palazzo Marino ha approvato gli esiti del percorso partecipativo sulla riqualificazione: un report di 75 pagine in cui cittadini, comitati e tecnici hanno detto sì al progetto. Il Comune è pronto a investire 28 milioni di euro, tutti pubblici, per riaprire lo storico centro balneare.
E qui arriva la notizia dentro la notizia: l’Argelati non sarà più solo estiva. In pratica: vasca ai Navigli anche d’inverno, e tariffe da piscina comunale, non da beach club con ingresso a tre cifre.
Cosa troverai nella nuova Argelati
Il progetto di riqualificazione di questo spazio milanese storico non si limita a rimettere l’acqua nelle vasche. Ecco cosa prevede, punto per punto:
- Copertura mobile (o apribile) delle vasche: impianto aperto almeno tre stagioni su quattro. Tradotto: nuoto libero e corsi anche quando sui Navigli giri col piumino.
- Piazza Arcole tutta nuova: alberi, sedute e fontane al posto di una parte dei parcheggi, con collegamenti ai parchi circostanti e a Cascina Magolfa.
- La Roggia Boniforti valorizzata: l’antico canale sarà spostato verso via Argelati e il parco, restituendo l’acqua al paesaggio del quartiere.
- Un servizio a carattere sociale dentro l’impianto, per presidiare il sito tutto l’anno e rafforzarne il ruolo pubblico.
- Gestione affidata a Milanosport, la partecipata del Comune: l’accessibilità economica è un vincolo del progetto, non una promessa.
Per la delibera firmata dall’assessora allo Sport Martina Riva, la copertura è “elemento essenziale” per la sostenibilità economica: più mesi di apertura, più corsi, conti che stanno in piedi. Nessuna cattedrale nel deserto da giugno a settembre e silenzio il resto dell’anno.
Perché quella della Piscina Argelati è la riapertura che Milano aspettava
Un po’ di contesto, per chi è arrivato in città dopo il 2022. L’Argelati non è una piscina qualsiasi: è il primo centro balneare all’aperto di Milano, con origini che risalgono al 1915 — l’acqua, all’inizio, arrivava direttamente dal Naviglio. Tra il 1956 e il 1962 fu ristrutturata e ampliata da Arrigo Arrighetti, l’architetto delle grandi opere pubbliche del dopoguerra.
Dettaglio cult: gli angoli arrotondati delle vasche, che il CONI contestò e che Arrighetti difese proprio per ribadire la vocazione del posto: svago, non agonismo. Per decenni è stata la spiaggia di chi restava a Milano in estate: zona Tortona prima che diventasse “il distretto del design”, Barona, Ticinese.
Poi, a settembre 2022, la chiusura per degrado strutturale e mancanza di fondi. Da allora le estati milanesi si sono giocate su una manciata di piscine comunali aperte, con code all’ingresso degne di una release di sneakers. In una città dove le riaperture si contano sulle dita di una mano, recuperare l’Argelati significa restituire ai Navigli uno dei suoi luoghi storici di socialità.
Quando si nuota (siamo onesti)
Con il via libera della Giunta si chiude la fase partecipativa e si apre quella progettuale: la selezione del progetto vincitore è attesa per i primi mesi del 2027, poi partiranno i lavori. Per il primo tuffo servirà pazienza, ma stavolta la direzione è chiara.
Nel frattempo, chi cerca piscine a Milano per l’estate 2026 dovrà ancora arrangiarsi con gli impianti aperti. Ma tra le riaperture a Milano più attese, questa è quella che sa di rivincita: l’acqua dei Navigli, quella vera, sta per tornare.