In piazza Santo Stefano, a pochi minuti a piedi dal Duomo, c’è un edificio che sembra un palazzo qualunque. Dentro, una stanza costruita nel 1210 per raccogliere le ossa di un cimitero ormai pieno è diventata il cuore di una delle chiese di Milano più sorprendenti: l’ossario di San Bernardino alle Ossa.
Qui teschi e resti umani coprono le pareti fino alla volta affrescata.
L’ingresso è gratuito e l’ossario si visita dal lunedì al sabato. Se ci passi nelle prossime settimane, tieni presente che una vecchia leggenda lega questo posto proprio alla notte del 2 novembre. Ci arriviamo.
Da dove arrivano tutte quelle ossa
Nel Medioevo qui accanto sorgeva l’ospedale del Brolo, e il suo cimitero si riempì in fretta. Così nacque la piccola camera per le ossa esumate e, accanto, una chiesa che col tempo i milanesi avrebbero chiamato Gesa de San Bernardin di Mort.
Il Brolo fu poi aggregato all’Ospedale Maggiore, la Ca’ Granda di via Festa del Perdono che oggi ospita l’Università Statale.
Quando nel 1652 l’ospedale chiuse e i suoi cimiteri vennero soppressi, le ossa furono portate qui.
Andarono a rivestire nicchie, cornicioni, pilastri e porte.
Chi c’è sopra la porta d’ingresso
Per secoli si è detto che fossero martiri cristiani uccisi dagli ariani ai tempi di Sant’Ambrogio. I documenti raccontano una storia più quotidiana: pazienti dell’ospedale, i confratelli che lo gestivano, nobili sepolti nei sepolcri vicini, canonici di Santo Stefano e detenuti morti in carcere dopo il 1622.
Poi ci sono i teschi chiusi nelle teche sopra la porta d’ingresso. Sono quelli dei condannati alla decapitazione: guardali prima di uscire.
Cosa succede la notte del 2 novembre
È la più famosa delle curiosità su Milano legate a questo luogo. Si racconta che ogni 2 novembre la bambina le cui ossa riposano accanto all’altare torni in vita e trascini gli altri scheletri in una danza macabra.
Un’altra storia molto ripresa riguarda re Giovanni V di Portogallo, che nel 1738 avrebbe fatto copiare questo ossario di Milano a Évora. Le date però non tornano: la Capela dos Ossos portoghese fu costruita dai francescani già a fine Cinquecento, più di un secolo prima.
Come visitare San Bernardino alle Ossa
La chiesa apre dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18, il sabato dalle 9.30 alle 18 e la domenica solo la mattina, dalle 9.30 alle 12.
L’ossario segue gli stessi orari ma la domenica resta chiuso: quest’anno il 1° novembre cade proprio di domenica, mentre il 2 novembre potrai entrare.
Arrivi a piedi in pochi minuti dalle fermate Duomo (M1-M3) e Missori (M3).
L’ingresso è gratuito e nessuno è autorizzato a chiederti soldi per conto del santuario. Se vuoi, puoi lasciare un’offerta nelle cassette delle candele.
Ricorda che non è un museo ma un luogo di culto, quindi entra in silenzio e con rispetto. E alza gli occhi: la volta l’ha affrescata Sebastiano Ricci nel 1695, con anime trionfanti in un volo di angeli.
All’uscita attraversa la piazza ed entra in Santo Stefano Maggiore. Qui fu battezzato Caravaggio e nel 1476 fu ucciso il duca Galeazzo Maria Sforza.
Sono due chiese storiche di Milano, una di fronte all’altra, da vedere in meno di un’ora.