A febbraio, nel video proiettato durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, il presidente Mattarella è arrivato a San Siro su un tram guidato da Valentino Rossi.
Non era un mezzo costruito per l’occasione: era un Carrelli, lo stesso modello su cui magari sei salito stamattina.
È il più famoso tra i tram storici di Milano. Delle 502 vetture costruite tra la fine degli anni Venti e l’inizio dei Trenta, secondo Atm 125 sono ancora in servizio.
La tua occasione migliore per salirci è la linea 1, tra Cadorna, Cairoli, Cordusio e la Scala. Non c’è un orario dedicato: se arriva un tram moderno, aspetta il prossimo.
Dentro sembra il 1928. Quasi.
Basta salire per capire che non è un tram come gli altri. Gli interni sono stati rinnovati negli anni Duemila, ma lo stile è rimasto quello d’epoca.
Il merito è delle officine Atm di via Teodosio, dove tecnici e falegnami revisionano le vetture una per una.
Sotto l’aspetto vintage, però, c’è tecnologia di oggi: Atm spiega che i tram Carrelli sono dotati dei sistemi più moderni, ed è così che un mezzo quasi centenario riesce ancora a stare nel traffico milanese.
Il giallo? È il colore con cui i tram sono nati
Quando debuttarono, i “Ventotto” (il soprannome viene dall’anno di entrata in servizio) erano gialli e bianchi. Negli anni Trenta passarono al verde e negli anni Settanta all’arancione che molti milanesi ricordano.
Col tempo, alcune vetture sono tornate alle livree storiche.
L’idea, invece, arrivava dagli Stati Uniti. Il modello era il tram progettato da Peter Witt a Cleveland, con il bigliettaio al centro per accorciare le fermate.
Quel sistema durò pochi anni, il tram quasi cento.
Il primato che Milano ha (e quello che non ha)
Lo chiamano spesso “il tram più antico del mondo”. Non è proprio così, ma il primato reale è notevole: secondo la Market Street Railway di San Francisco, i Carrelli milanesi sono i tram di quel modello in servizio da più tempo al mondo.
Proprio San Francisco se ne è innamorata. Nel 1984 una vettura milanese partecipò al Trolley Festival della città e piacque così tanto che, anni dopo, ne furono acquistate altre.
Ancora oggi circolano sulla linea F lungo Market Street, a rotazione con altri tram storici arrivati da mezzo mondo.
Sopravvissuti alle bombe, rifatti in Lego
I vecchi tram di Milano ne hanno passate parecchie. Nell’agosto 1943 i bombardamenti colpirono il deposito Leoncavallo e lasciarono a terra soltanto le carcasse di diverse vetture.
Più di recente, un Carrelli è stato ricostruito con oltre duemila mattoncini ed esposto nella sede Lego di Billund, in Danimarca.
È una delle curiosità su Milano che pochi conoscono.
Dove salirci (o vederlo da fermo) questo autunno
- Sulla linea 1, fino a dicembre. Per i 95 anni di Atm, un Carrelli ospita la mostra “La storia vale oro”, con foto e manifesti d’archivio. Il tram fa servizio normale, quindi basta un biglietto ordinario.
- Al Museo della Scienza. Dal 2024 la vettura 1565, il “tram Milano 1928”, si trova nel Padiglione Ferroviario, e puoi salire a bordo. L’indirizzo è via San Vittore 21 (M2 e M4 Sant’Ambrogio). Il museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 17 e nel weekend fino alle 18.30; i prezzi aggiornati sono sul sito del museo.
- A tavola. ATMosfera è il ristorante ricavato in due Carrelli, con partenza da Piazza Castello. Si va a cena tutte le sere e a pranzo la domenica, con prenotazione online obbligatoria sul sito Atm.
Insomma, la prossima volta che alla fermata si presenta quello che fa più rumore di tutti, non sbuffare. È lo stesso tram su cui è salito Mattarella.