Un bastone da passeggio, una scala di legno appoggiata agli scaffali, le miniature dei Peanuts. E un amuleto che nessuno indovinerebbe mai: dei testicoli di cane. Sono gli oggetti che accompagnavano Umberto Eco nella sua stanza più segreta, e che dal 2022 fanno compagnia ai suoi libri rari nello Studiolo ricostruito alla Biblioteca Braidense a Milano.
La casa di Piazza Castello 13, dove ha vissuto per oltre vent’anni con vista sul Castello Sforzesco, è stata svuotata dei suoi libri. Nella primavera 2026 gli ultimi 32.500 volumi della biblioteca di Umberto Eco sono partiti per Bologna. I circa 1.300 più preziosi, invece, sono rimasti in città, in via Brera 28. Lo Studiolo è riservato allo studio e alla ricerca, ma fino al 10 gennaio 2027 puoi vedere parte di quei libri gratis, tutti i giorni, in una mostra dedicata a Eco.
Solaio rinforzato e niente telefono: com’era la casa di Eco in Piazza Castello
Quando cercò casa, nei primi anni Novanta, Eco aveva un solo requisito: lo spazio per i libri. Scelse un appartamento ad anello sul Castello e, prima di entrare, fece rinforzare il solaio perché reggesse il peso delle librerie.
In fondo al corridoio c’era una stanzetta con un balconcino. La chiamava Bibliotheca semiologica, curiosa, lunatica, magica et pneumatica, e lì dentro non entravano né telefono né computer. Ci passava ore da solo, e quasi ogni giorno suonava il flauto.
Magia, alchimia e cacciatori di streghe: i libri rari nati dal successo de Il nome della rosa
Il successo del romanzo portò a Eco un benessere inatteso. Lui decise di spenderlo in libri rari.
Il risultato è una delle curiosità su Milano meno conosciute: in Braidense oggi ci sono 36 incunaboli, cioè libri stampati prima del 1500. C’è la Hypnerotomachia Poliphili stampata da Aldo Manuzio nel 1499.
E c’è il Malleus maleficarum del 1492, il manuale dei cacciatori di streghe.
1.300 libri a Brera, 32.500 a Bologna: perché la collezione di Eco è stata divisa
Dopo la morte di Eco, nel 2016, la famiglia non sapeva scegliere tra Milano e Bologna, dove lui aveva insegnato per oltre trent’anni.
James Bradburne, allora direttore di Brera, propose una soluzione salomonica: i libri antichi alla Braidense, i moderni all’università.
Bologna li ha aperti al pubblico a Palazzo Poggi il 1° luglio 2026.
Il Fondo Eco della Braidense è arrivato in 73 scatole. Ogni libro è tornato esattamente dove stava in casa: Eco li ordinava secondo la “regola del buon vicino”, per cui il libro che ti serve è quello accanto al libro che cerchi.
Come vedere i libri di Eco a Brera: orari, ingresso e come arrivare
La mostra L’isola del giorno prima. Libri, mari e macchine del sapere, tra le mostre temporanee della Braidense di questa stagione, è in Sala Maria Teresa.
Espone 70 volumi, alcuni manoscritti con i disegni di Eco e strumenti di navigazione prestati dal Museo Galileo di Firenze, tra cui un quadrante del 1686.
È aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30). L’ingresso è gratuito e non serve prenotare: il lunedì si entra dalla Biblioteca, nel weekend dalla Pinacoteca.
Ci arrivi con la M2 a Lanza o la M1 a Cairoli.
Lo stesso palazzo ospita anche la Pinacoteca e l’Orto Botanico di Brera, così puoi trasformare la visita in un giro tra i luoghi storici di Milano, partendo da una delle sue biblioteche iconiche.
Se ti interessa lo Studiolo, chiedi alla biblioteca se sono in programma visite guidate (di persona o chiamando allo 02 72263401).