Se negli ultimi diciassette anni sei passato all’angolo tra via Terraggio e corso Magenta, hai sempre visto lo stesso ingresso chiuso.
Dietro quella porta, però, c’è uno dei segreti meglio nascosti del centro. È il salone principale della casa milanese di Lorenzo de’ Medici, con una volta interamente affrescata nel Seicento e una scala a chiocciola in marmo riemersa durante i lavori.
Ora quel posto sta per riaprire. Il Comune ha messo a bando i 772 metri quadrati dell’ex cinema Orchidea in via Terraggio a Milano per farne un polo culturale dedicato a cinema e audiovisivo.
Le candidature si sono chiuse il 26 ottobre e le proposte sono in valutazione.
Per ora lo spazio non è visitabile: si trova tra Cadorna (M1-M2) e Sant’Ambrogio (M2). Se il 16 maggio sei passato da Piano City, però, ci sei già entrato: è stata la prima apertura al pubblico dopo 17 anni.
Affreschi, cotto e una scala a chiocciola sotto l’intonaco

Quando nel 2019 sono partiti i cantieri nell’ex cinema Orchidea, le demolizioni hanno riservato più di una sorpresa.
Sotto strati di intonaco e ridipinture a calce sono riemersi affreschi seicenteschi che coprono l’intera volta del salone. Insieme sono tornati alla luce i pavimenti originali in cotto lombardo e una scala elicoidale in marmo che scende al seminterrato.
Comune e Soprintendenza hanno dovuto rifare il progetto da capo, mantenendo lo stesso budget di 1,3 milioni di euro.
La sala cinema è finita sottoterra, mentre il salone è stato liberato da ogni tramezzo, così la volta affrescata è tornata visibile per intero.
Il regalo di Ludovico il Moro a Lorenzo de’ Medici: la storia di Casa Medici in corso Magenta
È una delle curiosità su Milano che sorprendono anche i milanesi di lunga data. Nel 1486 Ludovico il Moro donò questo palazzo a Lorenzo de’ Medici, perché avesse una dimora all’altezza durante le visite in città.
Secondo Vasari, il progetto potrebbe essere di Giuliano da Sangallo.
Gran parte dell’edificio originale fu demolita nel 1895.
Quello che resta della Casa Medici è proprio qui, tra il salone e il cortile interno, dove sono ancora visibili tre colonne quattrocentesche.
Dal dopolavoro delle Distillerie alle serate d’essai: le tante vite della sala di via Terraggio
Prima di diventare una storica sala cinematografica milanese, il palazzo ha avuto vite inaspettate.
Nel 1930 fu il dopolavoro delle Distillerie Italiane e nel 1935 passò al Comune. Nel 1938 la grande sala diventò il cinema Dante, e nel 1946 prese il nome di Orchidea.
Dagli anni Sessanta l’Orchidea è stata una delle sale d’essai di riferimento in città. L’ultimo film, nel giugno 2009, fu Settimo cielo di Andreas Dresen.
Da allora le porte si sono riaperte solo due volte: per tre giorni nell’aprile 2014, con una rassegna dei festival milanesi, e per Piano City, il 16 maggio 2026.
96 posti sottoterra e mostre sotto gli affreschi: come sarà il nuovo polo del cinema in centro
Tra i progetti di riqualificazione di Milano in centro, questo è al secondo tentativo: un primo avviso esplorativo era già stato aperto nel 2025. Ora il gestore avrà la concessione per 18 anni, con un canone base di circa 258mila euro l’anno, ridotto del 70% per le realtà non profit.
Dovrà anche recuperare gli spazi ancora al rustico.
Il cuore sarà la sala al piano interrato, già pronta, con 96 posti. Al piano terra, sotto gli affreschi, ci saranno mostre, incontri, workshop e concerti, con spazio per i registi emergenti e biglietti a prezzi calmierati.
Il nome del nuovo gestore non è ancora stato comunicato. Appena il Comune pubblicherà l’esito, ti diremo chi riaccenderà le luci di uno dei vecchi cinema di Milano più amati.