A Milano, il rapporto tra prezzi delle case e redditi ha superato quello di Londra. È quanto evidenzia un recente articolo del Financial Times, che accende i riflettori su una situazione che i milanesi definiscono da tempo una vera e propria emergenza. Una drammatica escalation dei prezzi sta rendendo la città sempre più inaccessibile proprio a chi la vive.
Non si tratta più soltanto di quartieri storicamente esclusivi come Brera o Porta Romana, ma anche di zone un tempo popolari, come NoLo, oggi sempre più costose. Le case che un tempo ospitavano famiglie operaie, spesso numerose e provenienti dal Sud Italia in cerca di migliori opportunità, sono state trasformate in loft di lusso e immesse sul mercato a prezzi stratosferici.

Milano costa troppo
Spesso ribattezzata “la nuova Londra” o “la nuova Dubai”, Milano si è costruita negli ultimi anni l’immagine di una città innovativa, moderna e orientata al lusso, dove business e finanza dominano la scena, lasciando sempre meno spazio alla memoria della Milano operaia. A trainare questa trasformazione hanno contribuito fattori come la Brexit, la crescita delle imprese che investono in città e il richiamo internazionale dello stile di vita italiano.
Tuttavia, di Londra Milano sembra avere solo i prezzi delle case. Nell’articolo, il Financial Times riporta che, secondo i dati di Idealista e Immobiliare.it, i prezzi delle abitazioni a Milano sono aumentati del 57% solo nell’ultimo decennio, mentre gli affitti sono cresciuti del 70% dal 2018. Certo, i prezzi delle case sono saliti un po’ ovunque in Europa, si potrebbe obiettare. È vero, ma altrove anche i salari hanno in parte seguito questa crescita — o quantomeno hanno provato ad adeguarsi.

I salari italiani sono fermi da anni e questo ha reso il problema ancora più evidente. Oggi, infatti, Il rapporto tra prezzi delle case e redditi a Milano è persino più alto che a Londra. Secondo un’analisi del Financial Times, a Milano si aggira intorno a 12,5, mentre a Londra è circa 10,6 volte i redditi medi, secondo l’Office for National Statistics.
Il risultato è un effetto a catena: sempre più milanesi si spostano nei comuni limitrofi, ben collegati alla città, contribuendo però a far salire anche lì i prezzi. Secondo i dati di Idealista, nell’ultimo anno i prezzi delle case nei centri dell’hinterland sono cresciuti del 5,4%.
Tra Fashion Week e Airbnb

E se per molti comprare casa resta un miraggio, anche affittare un monolocale è diventato costoso e complicato. Una città dove sembra esserci ogni mese una “Week,” dalla moda al design, fino al vino, Milano è ormai il principale polo italiano per eventi capaci di attirare visitatori da tutto il mondo.
Affascinante, ricca di storia e arte, pur con un patrimonio diverso da quello di Roma o Firenze, Milano ha scelto di puntare su lusso e innovazione, affermandosi come uno dei principali poli per l’arte contemporanea, la moda, il design e le esperienze gourmet, oltre che come tappa obbligatoria dei grandi concerti e tour internazionali.
In questo contesto, tra un evento e l’altro, cresce anche il numero di appartamenti destinati agli affitti brevi su piattaforme come Airbnb, alimentando un business particolarmente redditizio. Secondo la piattaforma di monitoraggio Inside Airbnb, oggi a Milano si contano quasi 19.000 appartamenti destinati agli affitti brevi. Più che una nuova Londra, a noi sembra che Milano si stia trasformando in una nuova Barcellona. Solo il tempo potrà dirlo; quel che è certo è che la dinamica dei prezzi delle case appare ormai fuori controllo.