Sotto la fontana di piazza Grandi, in fondo a corso XXII Marzo, c’è un labirinto di 25 stanze in cemento armato dove durante la guerra potevano ripararsi fino a 450 milanesi. Sui muri si leggono ancora le indicazioni per i servizi igienici e i divieti dell’epoca: vietato fumare, vietato portare animali.
È il Rifugio Antiaereo n. 56 a Milano, e sabato 21 novembre c’è l’ultima apertura in calendario per il 2026. Le visite sono gratuite e durano circa mezz’ora, con turni dalle 13 e ultimo turno alle 17. La prenotazione è consigliata sul sito del FAI.
L’ingresso camuffato dalla fontana: perché il bunker era quasi invisibile
Il rifugio fu costruito dal Comune di Milano ed è uno dei primi rifugi pubblici della città. La posizione non è casuale: la fontana in superficie aiutava a mimetizzare l’accesso, che dalla piazza era quasi impossibile da riconoscere.
Dentro ci sono circa 250 metri quadrati di ambienti comunicanti, che il Comune considera tra i rifugi antiaerei meglio conservati di Milano.
Durante il restauro i nuovi punti luce sono stati posati lungo il tracciato originale e si accendono solo al passaggio dei visitatori.
Vietato fumare, niente animali: le regole ancora dipinte sui muri

Le indicazioni dipinte sulle pareti del Rifugio Antiaereo n. 56 servivano a tenere l’ordine tra centinaia di persone chiuse in poco spazio.
Dicevano dove trovare i servizi, dove stavano i contenitori dell’acqua potabile e come comportarsi.
Qui scendevano famiglie, anziani e vicini di casa quando suonavano le sirene, durante i bombardamenti che colpirono Milano dal 1940, con l’ondata più devastante nell’agosto del 1943.
Ogni divieto ti dice quanto contasse la convivenza, ore e ore, in pochi metri quadrati.
Oltre 15mila rifugi in città, pochissimi visitabili: perché il 56 è un’eccezione
È una delle curiosità su Milano meno note: in città c’erano circa un centinaio di rifugi pubblici e scolastici e oltre 15mila ricavati sotto case e palazzi privati.
Oggi pochissimi sono visitabili. Tra i luoghi storici sotterranei di Milano, il più conosciuto è il Rifugio 87 di viale Bodio, sotto la scuola Leopardi.
Il 56, invece, apre solo qualche sabato l’anno, compatibilmente con la manutenzione della fontana.
Nel maggio 2019 il rifugio aprì per Open House nello stesso giorno del cantiere della stazione M4 di Linate: in una sola giornata potevi visitare il passato e il futuro della Milano sotterranea.
C’è anche un legame con il quartiere: la piazza porta il nome di Giuseppe Grandi, lo scultore dell’obelisco di piazza Cinque Giornate, che trovi all’altro capo dello stesso corso.
Visita gratuita il 21 novembre: orari, prenotazione e come arrivare
Se non l’hai ancora visitato, l’ultima occasione del 2026 sarà sabato 21 novembre, data aggiunta dalla Delegazione FAI di Milano con il Municipio 4 e l’ANPI di zona dopo le cinque aperture tra marzo e settembre.
Le visite sono poche perché devono conciliarsi con la manutenzione della fontana soprastante.
- Quando: sabato 21 novembre 2026, turni dalle 13, ultimo turno alle 17.
- Dove: piazza Giuseppe Grandi, zona Calvairate/Porta Vittoria (Municipio 4), con accesso accanto alla fontana.
- Come arrivare: tram 12 e 27, fermata Piazza Grandi.
- Prezzo: gratuito.
- Prenotazione: consigliata su faiprenotazioni.fondoambiente.it; senza prenotazione si entra fino a esaurimento posti.
- Da sapere: ci sono scale in entrata e in uscita, quindi il percorso non è accessibile a persone con disabilità motoria né ai passeggini. È sconsigliato a chi soffre di claustrofobia e non sono ammessi animali. In caso di maltempo la visita viene rinviata.
Se ti sei sempre chiesto cosa c’è sotto la città di Milano, questo è uno dei pochi bunker meneghini in cui puoi scoprirlo davvero.