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CityLife: le opere d’arte che ancora non conosci nel quartiere

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Artline Milano

CityLife è il nuovo quartiere di Milano che sorge nell’area in precedenza occupata dallo storico polo urbano della Fiera. E proprio all’interno di questa zona moderna si sviluppa il progetto ArtLine Milano. Una stupenda collezione di opere d’arte a cielo aperto dove i visitatori rimangono meravigliati dai colori e dalla particolarità delle creazioni.

All’interno del parco di CityLife c’è un museo aperto h24 e gratis. Qui puoi ammirare le opere di artisti emergenti e internazionali. Ecco come si chiamano le creazioni che più richiamano l’attenzione.

1. “Coloris” di Pascale Marthine Tayou


Le uova che toccano il cielo di Milano, sulla sommità di pali metallici colorati. Più o meno un centinaio di pali dalle dimensioni variabili, tra i 6 e i 12 metri di altezza. L’installazione di Pascale Marthine Tayou dà vita a un’esplosione di colori sia caldi, sia freddi.

2. I “Cieli di Belloveso” di Matteo Rubbi

Più di cento stelle in pietra sulla pavimentazione di Piazza Burri. L’opera di Matteo Rubbi dal titolo “Cieli di Belloveso” ricostruisce il cielo stellato visibile a Milano nella primavera del 600 a.C., data intorno alla quale Tito Livio colloca la leggendaria fondazione di Milano da parte del principe Belloveso. Si trovano incise anche le coordinate temporali e storiche relative al cielo stellato presentato, una chiave per immaginare la città prima che tutto cominciasse. Qui le stelle si mescolano con le persone che passeggiano nella piazza.

3.”Filemone e Bauci” di Ornaghi & Prestinari

Quest’opera rappresenta il passato che osserva il futuro. Sono due colonne umanizzate che stazionano una accanto all’altra, tenendosi a braccetto mentre osservano le tre torri che si stagliano verso l’alto. Filemone e Bauci secondo il mito greco invecchiano insieme, sopportando le difficoltà grazie alla forza del loro legame. L’opera è un auspicio all’accoglienza e un richiamo all’ospitalità della città.

4.”Hand and foot” di Judith Hopf

Una mano e un piede appoggiati sul prato verde. L’opera di Hopf è composta da queste due sculture – di mattoni rossi sagomati e sovradimensionati – poste a poca distanza tra loro. Un modo per far dialogare tra loro le forme del corpo umano.

5.”New Times for Other Ideas / New Ideas for Other Times” di Maurizio Nannucci

Su un ex edificio della Fiera di Milano emerge l’opera “New Times for Other Ideas / New Ideas for Other Times” di Nannucci. La doppia scritta – realizzata con tubi al neon blu e rosso – invita a riflettere sull’idea di nuovo, sullo scorrere del tempo e sulle contaminazioni che tali concetti creano.

6.”Vedovelle e Draghi Verdi” di Serena Vestrucci

Il progetto non aggiunge nuovi elementi nel parco ma interviene sulle fontanelle, dette le vedovelle per il loro continuo scrosciare di acqua, che ricorda il pianto di una vedova. Con le loro strutture in ghisa dipinte di verde sono l’immagine più storica in quest’area rinnovata e rappresentano un dialogo tra il contemporaneo e il classico. La loro tipica bocchetta a forma di testa di drago è una scultura di volta in volta diversa.

7.”Beso” di Wilfredo Prieto

Un legame con la storia dell’arte e la tradizione del giardinaggio. Il Beso si trova all’ingresso del parco Citylife. L’artista cubano Wilfredo Prieto ha creato due massi erratici, accostati fra loro a formare l’incanto di un bacio. Le pietre provengono dalla Val di Genova, nel Parco Naturale Adamello-Brenta.

© Immagine di copertina: Andrea Ferrario/Unsplash