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Terapia al plasma iperimmune per il Coronavirus: mortalità scesa dal 15% al 6%

Chiara Carlini Chiara Carlini

plasma

La sperimentazione della terapia al plasma iperimmune

“Accende una speranza per la cura di questo virus”, ha dichiarato il presidente Attilio Fontana durante la conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio (11 maggio). Il progetto pilota per verificare la terapia al plasma iperimmune è partito nel Policlinico San Matteo (PV) il 17 marzo e si è concluso l’8 maggio. La stessa sperimentazione è stata svolta dall’ospedale Poma di Mantova. È partito per curare i casi gravi e sono stati trattati 46 pazienti.

La cura prevede di utilizzare il plasma di pazienti guariti dal Covid19 per curare persone ancora malate. L’obiettivo era quello di verificare se gli anticorpi neutralizzanti sviluppati dalle persone guarite dal Coronavirus riuscissero ad essere efficaci per curare le persone ancora con Covid19.
Con la cura al plasma i medici volevano analizzare tre parametri:

  • diminuzione della mortalità
  • miglioramento delle difficoltà respiratorie
  • miglioramento dei parametri legati all’infezione

Sono stati notati miglioramenti su tutti e tre i versanti, soprattutto in relazione al calo della mortalità. La mortalità tra i pazienti analizzati, infatti, è calata; passando da un decesso ogni 6 pazienti ad un decesso ogni 16. I pazienti analizzati, con un’età superiore ai 18 anni, mostravano difficoltà respiratorie e rx toracica positiva. Giovedì 14 maggio la sperimentazione sarà presentata alle riviste scientifiche.

Al via la banca del plasma iperimmune in Lombardia

Chi dona deve avere la certezza di avere in circolo questi anticorpi (sicurezza del donatore). In circa 40 minuti si riesce ad ottenere una quantità di plasma intorno a 600 ml (due dosi di plasma per curare i pazienti).

L’assessore al Welfare Regione Lombardia Giulio Gallera ha comunicato nella conferenza di ieri 11 maggio che nei prossimi giorni le Asst richiameranno le persone da loro ricoverate e guarite affinché donino il plasma, dopo aver verificato il livello di immunità. Il secondo step sarà chiamare gli operatori sanitari nonché quanti si stanno già sottoponendo ai test. Poi sarà la volta dei donatori Avis, a partire dalle aree più colpite dal coronavirus, “Bergamo, Brescia, Lodi e Cremona”.

conferenza stampa
© Regione Lombardia

A Palazzo Lombardia per la presentazione dello studio pilota sul plasma iperimmune erano presenti: il presidente della Regione, Attilio Fontana, l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera e i vertici del San Matteo: il presidente Alessandro Venturi, direttore generale Carlo Nicora, e i professori Fauso Baldanti, Raffaele Bruno e Cesare Perotti. In collegamento video è intervenuto anche il direttore generale dell’Asst Poma di Mantova, Raffaello Stradoni.