Pane, burro e alici. Lo ordini a un bancone a due passi dalle Colonne di San Lorenzo, e a mandartelo è la cucina di uno chef che in via Mercalli serve degustazioni da 140€.
Il posto si chiama Burbero, ha aperto il 20 settembre ed è il nuovo wine bar a Milano di Eugenio Boer e Carlotta Perilli: 16 posti in tutto e uno scontrino medio previsto sui 30€.
“Già visto, già mangiato”: cosa c’è in carta
Lo slogan lo usano loro stessi, e spiega tutto. Niente effetti speciali, solo cose che conosci già: il toast classico, pane, burro e alici, i taglieri di salumi e formaggi di piccoli produttori.
C’è posto anche per chi non mangia carne né pesce, con un crostone di carciofini, valeriana, cacioricotta di capra garganica e scorza di limone.
Di fine dining ce n’è giusto un pizzico, “preso in prestito” dal ristorante di casa: il macaron di piccione, piatto-firma dello chef che arriva dritto da [bu:r].
Quanto si spende
I prezzi annunciati alla vigilia dell’apertura: 9€ il toast, 18 il tagliere di salumi, 6 i dolci. Quelli che Boer e Perilli chiamano con ironia i “maledetti piattini” stanno tra i 12 e i 16€ e sono pensati per essere divisi.
Il conto, nelle stime dei titolari, dovrebbe stare sui 30-35€ a testa, vino permettendo: con una bottiglia importante si sale.
Oltre 120 etichette e tre cocktail soltanto
Da Burbero si parte dal bicchiere. La carta supera le 120 etichette tra Italia, Francia e resto del mondo, scelte tra piccoli produttori e vignaioli più per personalità che per fama.
Sui cocktail la linea è corta: Negroni, Americano e Sbagliato. Più Milano di così è difficile.
Sedici posti e una cucina senza porta
In 40 metri quadrati non c’è spazio per una cucina separata, quindi i piatti si preparano davanti a te. Risultato: sedici coperti, tutti con vista sui fornelli.
Gli interni sono dello studio KICK.OFFICE: resina, acciaio inox e marmo. Una parete costruita su misura tiene le bottiglie in vista e cita apertamente le vecchie enoteche milanesi.
Chi è il burbero, e chi lo tiene a bada
Il nome non è un caso. Boer si pronuncia “bur”, e chi lo conosce lo descrive come un tipo piuttosto ruvido. Ligure-olandese, è passato dall’Arnolfo e dal St. Hubertus prima di arrivare in città.
La stella Michelin l’ha presa nel 2017 con Essenza; [bu:r] oggi è in Guida senza, e c’è chi tra i critici lo considera da anni uno degli chef stellati di Milano mancati.
Se oggi è meno burbero di una volta, il merito è di Carlotta Perilli: moglie, socia e maître, arrivata in sala dalla comunicazione. Il Gambero Rosso le ha riconosciuto il Premio Speciale Ospitalità nella guida Ristoranti d’Italia 2026.
I due locali restano distinti. In via Mercalli ti siedi e ti fai raccontare i piatti, qui ordini un calice e un toast e decidi tu quanto restare. Tra le nuove aperture a Milano di questo autunno è una di quelle che si prestano al “passo un attimo dopo l’ufficio”, più che alla cena da prenotare con settimane di anticipo come in tanti nuovi ristoranti a Milano.
Quando andare e come arrivare
Burbero è in via delle Pioppette 3, zona Vetra, tra le Colonne e il Parco delle Basiliche. È aperto dal martedì al sabato dalle 18 a mezzanotte, la domenica dalle 11 alle 21.
Ci arrivi a piedi dal Ticinese o con la M4, fermata Vetra. Con sedici posti, il consiglio è uno solo: non aspettare il sabato sera.