A Milano i tram non sono solo dei mezzi di trasporto, ma veri testimoni della storia cittadina. I gialli e coloratissimi Carrelli lavorano ancora oggi su molte tratte, attirando curiosi e turisti con i loro interni in legno e le lampade in stile Liberty. Ci sono persino quelli in cui è possibile cenare facendosi portare in giro per la città!
Tra le tante varianti di tram che hanno attraversato Milano, una in particolare colpiva l’attenzione, nonostante sia stata in servizio per poco più di 30 anni. I milanesi lo avevano soprannominato “la Gioconda”, con un gioco sarcastico rispetto al suo aspetto tetro. Questo tram tutto nero era infatti riservato solo ai defunti in un viaggio di sola andata verso il “nuovo” Cimitero Maggiore.
Il nuovo cimitero di Musocco
Sul finire dell’Ottocento, Milano era in continua crescita e anche lo spazio riservato ai defunti del Cimitero Monumentale si stava esaurendo.
Venne così l’idea di progettare un nuovo cimitero fuori Milano, nella frazione di Musocco, dove sorgeva il Bosco della Merlata, famoso per essere frequentato dai briganti. Nacque così nel 1895 il Cimitero Maggiore, chiamato ancora oggi Musocco dai milanesi.

All’epoca della sua inaugurazione il Cimitero Maggiore era in aperta campagna, molto lontano dalla città. Per raggiungerlo occorreva percorrere a piedi una lunga strada dissestata tra le campagne che da Porta Volta portava fuori dalle mura di Milano.
Fu così che per facilitare almeno il trasporto delle salme da Milano al nuovo cimitero, venne costruita la linea Milano-Musocco, con carrozze speciali costruite dalla Carminati & Toselli per il solo trasporto delle bare, delle corone di fiori e degli impiegati delle pompe funebri.
Il percorso della Gioconda
Come funzionava la “Gioconda”? Le bare arrivavano dalle parrocchie sparse per la città dove si era svolto il funerale. Da una pensilina speciale all’altezza di via Bramante partiva il tram con il suo “carico”, dove potevano accomodarsi anche pochi parenti stretti del defunto. Dalla pensilina partivano mediamente due funerali ogni ora.

La Pensilina Bramante però faticava a servire tutti, soprattutto gli abitanti delle zone più a sud. Nel 1907 venne costruita, con un elegante stile Liberty tipico dei tempi, anche la Pensilina Funebre di Porta Romana, più o meno nell’attuale Piazza Medaglie D’Oro.
Da qui partivano più agevolmente diversi tram funebri, che facevano tappa in via Bramante per i sepolti al Cimitero Monumentale, proseguendo poi verso Musocco.
Eleonora Duse a Milano
Durante i suoi lunghi soggiorni a Milano, l’attrice Eleonora Duse, tra le più famose e amate dei suoi tempi, soprannominata “La Divina” dal suo grande amore Gabriele D’Annunzio, restò affascinata dal sistema tranviario di Milano, compreso quello così curioso della “Gioconda”.

“I tram di Milano sono gialli, rumorosi, allegri, tranne uno, nero e serioso“, raccontò una volta tornata nella sua amata Parigi all’amico Auguste Rodin, scultore parigino autore di opere come Il Pensatore e Il Bacio. Nonostante Rodin non visitò mai Milano, restò anche lui molto colpito da questo curioso sistema di trasporto pubblico.
Cosa resta oggi del viaggio della Gioconda?
La Gioconda venne dismessa, con grande dispiacere dei milanesi, ormai affezionati al tetro carro funebre con i vetri oscurati che di tanto in tanto attraversava la città, intorno al 1928. Le strade iniziavano ad essere asfaltate e si stava diffondendo il trasporto su gomma, anche per i carri funebri.
Cosa ci resta oggi di questo curioso protagonista dei trasporti milanesi?

La Pensilina Bramante venne subito dismessa e oggi non ce n’è traccia, mentre i binari vennero divelti o usati per i normali tram passeggeri.
La Stazione funebre di Porta Romana invece ha avuto un destino molto curioso. Addossata alle Mura Spagnole, prima diventò un Dopolavoro per i dipendenti di Atm, mentre da pochi anni è stata trasformata nell’ingresso delle Terme di Porta Romana, mantenendo la facciata Liberty, parte delle cancellate esterne e degli interni.